Orti e giardini per la biodiversità, un progetto per educare all’ambiente e alla cittadinanza

img-20180519-wa0133I cortili e i giardini scolastici, pienamente parte del sistema delle aree verdi cittadine, sono oltre 40.000 in tutta Italia ed arrivano a rappresentare, in alcune città, oltre il 30% del verde pubblico, verde che, se interessato da opportuni interventi gestionali e se concepito in maniera aperta e condivisa, potrebbe divenire un insostituibile bene per la comunità. Questi semplici dati quantitativi suggeriscono già l’estrema importanza che queste aree rivestono sotto il profilo educativo e sociale ma ancor più ci parlano della grande valenza ecologica e ambientale come “cuscinetti” per l’inquinamento atmosferico e veri e propri serbatoi di biodiversità, rappresentando un rifugio sicuro per innumerevoli specie di piante e animali, molti dei quali protetti dalla legge, che trovano proprio accanto all’uomo nuovi ambienti da colonizzare, apportando importanti benefici alla qualità della vita dei cittadini. Ciononostante nella maggior parte dei casi questi scampoli di verde hanno ben poco di “pubblico”, rappresentando per lo piùimg_20190603_154230-16225856551339671465.jpg dei semplici corridoi tra la scuola e la strada e solo recentemente in molte scuole d’Italia si è diffusa la pratica dell’orto o della riqualificazione con panchine e altri arredi, pratica che tuttavia raramente “va a regime”, diventando parte ordinaria della didattica, ma più frequentemente rimane confinata all’ambito di progetti a tempo che non prevedono che essa prosegua oltre la loro scadenza. Ancor meno queste iniziative sono pensate in maniera integrata con l’ambiente circostante e non raggiungono così il loro pieno potenziale didattico e ambientale. Ma queste aree, se interessate da opportuni interventi progettuali e gestionali, possono trasformarsi in vere e proprie Oasi cittadine, luoghi in cui la rigenerazione delle dinamiche naturali in piccola scala può generare enormi ricadute positive sull’apprendimento, sulla salute, sulla qualità della vita e sull’identità di luogo. Il progetto “Orti e giardini per la biodiversità” muove proprio in questa direzione, puntando a costruire spazi img_20190710_1211274861853303852789261.jpgverdi in grado di accostare la conservazione della natura alla fruizione del giardino da parte degli studenti, con un occhio attento alle specie, agli ambienti e alle tipicità locali per fare in modo che la conoscenza acquisita a scuola travalichi il cortile scolastico e divenga conoscenza del territorio. Partendo dal coinvolgimento dei ragazzi nella progettazione e realizzazione del giardino come risorsa didattica e ricreativa e aprendo le porte ad una nuova concezione del cortile scolastico come centro di educazione ambientale e Oasi di conservazione di fauna e flora, il progetto intende sviluppare la capacità di osservazione, img_20190607_1607168054008708871599407.jpgapprofondire le conoscenze sui fenomeni naturali e territoriali ed in particolare sull’importanza della conservazione della natura, favorire la comprensione del legame esistente tra specie e ambienti, comprendere il proprio ruolo nella tutela e conservazione dell’ambiente, stimolare il senso di appartenenza e di cura dell’ambiente scolastico attraverso la progettazione partecipata della riqualificazione del verde, sviluppare conoscenze e competenze botaniche e zoologiche attraverso l’osservazione e il censimento delle specie di piante e animali del giardino e la loro ecologia, conoscere i cicli biogeochimici e quelli stagionali, favorire un’alimentazione sana e sostenibile, favorire la socialità e la cooperazione, sviluppare identità di luogo. Il tutto in pieno spirito costruttivista secondo i metodi e gli approcci dell’educazione ambientaleIl progetto è suddiviso in due principali fasi di lavoro: la prima all’interno della classe e la seconda in giardino. Ciò consente di utilizzare i mesi invernali come fase fondamentale diIMG_20170502_211426 immaginazione del giardino che si vuole andare a creare, di conoscenza dell’ambiente in cui si andrà a lavorare e di progettazione partecipata assieme a bambini e insegnanti sugli interventi da svolgere nella seconda fase di lavoro. Questa prima fase è inoltre importantissima per consentire ai bambini, soprattutto se molto piccoli, di avere tempo sufficiente per disporsi all’esperienza e superare eventuali timori legati all’ambiente aperto, allo sporcarsi, al contatto con le altre specie ecc. Dopo un primissimo approccio teorico atto a trasmettere cenni fondamentali di ecologia legati al giardino si passa quindi all’osservazione dell’ambiente. Il primo passo è quello di esaminare a fondo il giardino scolastico e di fissarne caratteristiche e criticità su mappa, attività che consente di richiamare e mettere in pratica le conoscenze di 1925343_1499475286969846_821049977033821600_nmatematica e geometria. Viene quindi realizzata insieme ai bambini la misurazione di ogni singola aiuola, evidenziando su carta la relazione con ogni singolo fattore di potenzialità/criticità come sole, vento, tipo di terreno, umidità, vicinanza alla strada ecc, successivamente si  procede al censimento di specie zoologiche e botaniche in maniera da avere un quadro abbastanza esaustivo della biodiversità già presente e, confrontando i risultati ottenuti con la biodiversità di una porzione di territorio più ampia, di quella che il giardino potrebbe attirare ed ospitare. Una volta realizzate le mappe si passa alla 10462490_1499475693636472_1830701977076622093_nprogettazione, attraverso la quale si vanno a definire le aree da destinare ad orto, quelle da destinare al ripristino di ambienti naturali e quelle da riservare alla fuizione, commisurando il tutto alle risorse disponibili. Con l’arrivo dei mesi primaverili, si da finalmente avvio ai lavori in giardino: pulizia delle zone destinate alla messa a dimora delle nuove piante, realizzazione e sistemazione di supporti per la biodiversità come mangiatoie, punti acqua, sassi e cartellini di riconoscimento, messa a dimora di specie vegetali _autoctone per la parte dedicata alla biodiversità e realizzazione dell’orto selezionando varietà locali, qualità antiche e metodi biologici. Il tutto accompagnato da esperienze volte a comprendere i fenomeni meno visibili ma altrettanto importanti: il lombricaio, la produzione di compost, l’osservazione del funzionamento del seme e, ovviamente l’osservazione e la classificazione di tutti i piccoli ospiti che si rinvengono quando si solleva un sasso o si lavora il terreno. Un progetto così concepito genera un elevato grado di protagonismo e responsabilizzazione nei confronti del giardino, consente di comprendere il funzionamento delle catene p1100446alimentari e come esse leghino piante ad animali e ad esseri umani, permette ai bambini di costruire un nuovo tipo di approccio a specie animali generalmente “antipatiche” come gli artropodi e aiuta a comprendere che la natura non è un luogo da distruggere nè un santuario inaccessibile bensì un luogo nel quale l’uomo può operare e vivere compatibilmente con le altre specie e nel rispetto degli equilibri ecosistemici. Da un punto di vista più strettamente legato all’educazione i bambini sviluppano velocemente il senso della cooperazione riuscendo a costituire gruppi di lavoro affiatati e, quando non seguiti da vicino dall’esperto o dall’insegnante, attivando una trasmissione orizzontale delle tecniche e conoscenze apprese. L’installazione di infrastrutture per la fruizione svolge poi un ruolo importante nel rendere il giardino non solo luogo di apprendimento ma spazio sociale rigenerante e fruibile durante i momenti ricreativi. Se gestito in un’ottica aperta inoltre esso può riversare i suoi benefici su ulteriori soggetti come le famiglie e la cittadinanza residente nei pressi della scuola e, se realizzato in collaborazione con i familiari dei bambini coinvolti, in primo luogo nonni, esso si trasforma in un meraviglioso luogo di scambio e trasmissione di esperienze e in un laboratorio sociale di costruzione di comunità.


Il progetto è realizzabile in tutte le scuole campane e in tutti gli ordini di scuola, presso le comunità e in ogni contesto in cui si voglia riqualificare un’area verde nell’ottica della sostenibilità ambientale ed è adattabile e modulabile sulla base delle diverse esigenze e delle diverse risorse a disposizione.

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