10 zone umide imperdibili in Campania

Sapete che le piante acquatiche come tifa e cannuccia di palude hanno il 𝐬𝐮𝐩𝐞𝐫𝐩𝐨𝐭𝐞𝐫𝐞 di ossigenare le acque stagnanti e mantenerle pulite?

E sapete che i boschi a salice bianco e pioppo ai margini dei fiumi sono fondamentali per attutire la violenza delle piene fluviali e far depositare 𝐬𝐞𝐝𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐟𝐞𝐫𝐭𝐢𝐥𝐢𝐬𝐬𝐢𝐦𝐨?

O ancora che le zone umide sono gli habitat che più di tutti sostengono e conservano la biodiversità? Oltre il 40 % delle specie animali e vegetali presenti sul pianeta vive proprio in questi delicati habitat.

Ma non fanno solo questo: le zone umide contrastano attivamente il cambiamento climatico, sono fondamentali nel garantire la ricarica delle falde acquifere e nel riciclo dei nutrienti che, immessi massicciamente nell’ambiente dalle attività agricole e zootecniche, rappresentano una seria minaccia per specie e habitat e rappresentano uno degli habitat con maggiore indotto economico.

Lo sapevano bene le più grandi civiltà del passato che si stabilivano e progredivano proprio accanto ai 𝗳𝗶𝘂𝗺𝗶. I fiumi infatti non erano solo delle vere e proprie strade, vie di comunicazione tra luoghi anche molto lontani e, per questo, traiettorie di scambio e arricchimento materiale e culturale. Essi offrivano acqua, cibo, terreno fertile, materie prime e piante medicinali di facile accesso e in quantità impossibile da trovare in altri habitat.

Eppure nel corso del tempo gran parte delle zone umide del nostro paese 𝙨𝙤𝙣𝙤 𝙖𝙣𝙙𝙖𝙩𝙚 𝙙𝙞𝙨𝙩𝙧𝙪𝙩𝙩𝙚 per far posto alle attività umane in assenza di una seria politica di gestione del territorio. Abbiamo degradato in maniera significativa quasi il 90% delle zone umide nel mondo, secondo l’Unep (United Nations Environment Programme) è andato perso oltre l’85% di lagune, fiumi, stagni, laghi, paludi e torbiere, che continuano a diminuire a un tasso tre volte superiore a quello delle foreste. Recuperare, ripristinare e ampliare le zone umide è quindi tra gli obiettivi della Strategia Europea per la biodiversità per il 2030.

In Italia, secondo quanto riporta l’Ispra, le zone umide d’importanza internazionale riconosciute ed inserite nell’elenco della Convenzione di Ramsar sono ad oggi 57, distribuite in 15 Regioni, per un totale di 73.982 ettari. Quelle che restano dunque, sono oggi per fortuna sotto tutela e, sebbene ridotte a piccoli scampoli di blu, vale la pena andarle a visitare binocolo e fotocamera alla mano perché la bellezza e i servizi che ci riservano sono inimmaginabili.

10 aree umide da visitare in Campania

  • L’Oasi WWF di Persano, in provincia di Salerno, lungo il medio corso del fiume Sele, dove un percorso di circa 2 km attrezzato con punti di osservazione della fauna permette di osservare numerose specie di uccelli acquatici e la rara lontra;
  • Le gole del Calore a Felitto, in provincia di Salerno, dove è possibile ammirare l’azione dell’acqua sulla roccia calcarea e incontrare il merlo acquaiolo, la lontra e la salamandra dagli occhiali;
  • L’Oasi WWF gole del Bussetto, in provincia di Salerno, dove è possibile assistere alla risorgendo del fiume Bussento dopo aver attraversato un tratto nel sottosuolo e osservare il granchio di fiume;
  • L’Oasi WWF lago di Conza, in provincia di Avellino
  • Il lago Grande della Riserva Naturale del Cratere degli Astroni, Napoli, dove è possibile osservare un lago naturale originatosi in seguito all’eruzione del vulcano e ammirare una lussureggiante vegetazione lacustre;
  • Il lago Matese, in provincia di Caserta, il lago di natura carsica tra i più alti d’Italia;
  • Lo stagno retrodunale di acquamorta nei Campi Flegrei, Napoli, un lago salmastro incastrato tra la parete vulcanica e il mare, ricco di vegetazione psammofila e lacustre;
  • L’Oasi WWF Valle della caccia, in provincia di Avellino, dove sarà possibile osservare una cascata alta corsa 30 metri, pareti calcaree fittamente concrezionate e numerose specie vegetali di pregio;
  • L’Oasi dei Variconi in provincia di Caserta, luogo d’elezione per la migrazione e lo svernamento degli uccelli acquatici;
  • La Valle delle ferriere ad Amalfi, in provincia di Salerno, dove tra boschi di felci e ruscelli si possono incontrare i ruderi delle ferriere di origine medievale.

Questo elenco non ha la pretesa di essere esaustivo, in Campania vi sono moltissime altre aree umide di assoluto pregio e sono state riportate qui solo quelle più facilmente raggiungibili o meglio attrezzate per la visita da parte di tutti, anche di quelli meno abituati alle escursioni in natura, perciò chi più ne ha, più ne metta, se vuoi segnalare altre aree umide da visitare in Campania scrivile nei commenti!

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