La spugna per i piatti è un dispenser di microplastiche: ecco come sostituirla!

Nulla si crea e nulla si distruggetutto si trasforma

alimenti-e-haccp-caccia-all-errore-in-cucinaVi dice qualcosa?  E’ la legge della conservazione della massa enunciata da un certo Lavoisier nel 700 ed è la prima cosa che si studia in chimica alle scuole superiori, ma è anche la prima che dimentichiamo. E dimenticare un principio del genere,  perno delle leggi che regolano l’intero mondo naturale, vuol dire inquinare. Prendiamo ad esempio la nostra cara spugnetta per i piatti,  quella classica con la parte gialla morbida, utile per distribuire il sapone, e quella verde rigida, utile per strofinare. Una gran bell’invenzione, vero? Costa poco, lava bene, occupa poco spazio… ma quanto tempo vi dura? E quand’è che decidete che è arrivato il momento di sostituirla? Già, quando quella parte verde si è consumata e la spugna non gratta più. Ma… aspettate… consumata?! Impossibile! Cioè, non è che si è dissolta nel nulla, Lavoisier è dal 700 che prova a farcelo capire! Ricordate? “…tutto si trasforma…”, dunque anche la parte abrasiva della nostra spugnetta qualche fine avrà fatto e la fine che ha fatto non vi piacerà per nulla. Vi siete mai chiesti infatti di che materiale è fatta questa piccola diavoleria moderna? Neanche a dirlo, plastica, o meglio vari tipi di polimeri plastici. Allora, avete già capito dove voglio arrivare? Quella parte verde che si consuma non sono altro che un numero spropositato di microplastiche che dal lavandino della nostra cucina vanno dritte dritte in mare, quindi nella dieta di ogni genere di organismo marino e infine nel nostro stomaco e lo stesso vale per il panno daino e i suoi simili! Già, anche il concetto di catena alimentare (che poi sarebbe più giusto parlare di rete piuttosto che di catena) è una di quelle cose che studiamo a scuola ma che poi non capiamo come applicare alla nostra quotidianità, proprio come la legge di conservazione della massa. Ormai le microplastiche sono diventate famose e tutti sappiamo che sono diffuse dal mare alla montagna fin dentro il nostro corpo, ma quello che non sapevamo è che non sono solo i rifiuti plastici abbandonati in natura i responsabili di questa invasione. Lo siamo anche noi nella quotidianità dei gesti sui quali non riflettiamo abbastanza o non riflettiamo affatto. Anche se non fosse per le microplastiche infatti sarebbe semplice porsi due domande sull’insostenibilità di questo oggetto: ogni quanto tempo la sostituiamo? Quante ne getta ogni famiglia in una vita intera? Quante sono le famiglie che, nel mondo, fanno lo stesso? Alla fine quanto rifiuto indifferenziato avremo prodotto collettivamente? Questo semplice ragionamento dovrebbe già farci inorridire e dovrebbe già bastare a farci fare dietro front rispetto ad un oggetto così inquinante.  Come fare allora per evitare che anche un’azione semplice, quotidiana e necessaria come quella del lavare i piatti divenga una violenza sul pianeta? Come sempre la soluzione c’è! La mia famiglia ed io le abbiamo sostituite già da molto tempo con prodotti innocui, altrettanto efficaci e facili da trovare!

Per lavare i piatti e le superfici

61yjlkolgmL._AC_SL1000_Per lavare utilizziamo le spugnette in bamboo o in Luffa che sono in tutto e per tutto simili alla spugnetta classica: hanno una parte più soffice che utilizziamo sulle superfici più delicate come le padelle antiederenti, e una parte un po’ più ruvida che utilizziamo per tutto il resto. La durata è simile a quella della spugnetta classica così come l’efficacia, ma a differenza di quest’ultima sono interamente biodegradabili e si smaltiscono nell’organico! In commercio ce ne sono varie ma prima di acquistare è necessario assicurarsi che siano effettivamente biodegradabili al 100% e che la provenienza dei materiali sia certificata. Dopo molte ricerche infatti mi sono accorta che la quasi totalità delle spugne dette “eco” vengono chiamate così oerchè sono in parte realizzate in materiali vegetali e in parte da materiali riciclati, ma questo purtroppo non le rende compostabili e soprattutto non evita la dispersione di particelle sintetiche. Io personalmente mi trovo bene con queste in luffa e con queste in misto cellulosa e sisal.

Per asciugare il lavandino e le altre superfici

71gYxkhKezL._AC_SL1500_Anche il famoso panno danino o i panni similari sono costituiti da materie plastiche ed esattamente come le spugnette col tempo tendono a consumarsi e a rilasciare microplastiche. Per questo anche in questo caso abbiamo preferito sostituire il panno classico con quello in fibra di bamboo, che è estremamente resistente ed elastico e, oltre ad un elevato potere assorbente, presenta anche un ottimo potere pulente. Inoltre si smaltisce nell’organico e non rilascia sostanze inquinanti nell’ambiente. Come per le spugnette in commercio ci sono diverse marche e soluzioni ma bisogna assicurarsi che la provenienza del bamboo sia certificata. Noi acquistiamo questi.

Per la doccia e il bagno

edfPer coccolarci durante la doccia e il bagno e soprattutto per detergere dolcemente la pelle dei bambini ci viene in soccorso una meravigliosa pianta rampicante che ci regala delle ottime spugne, la Luffa, Luffa cylindrica. Si tratta di una cocurbitacea che produce una gran quantità di frutti spugnosi che, una volta essiccati e sbucciati, diventano delle ottime spugne per il corpo interamente naturali e biodegradabili. Le spugne di Luffa si possono acquistare facilmente on line ma se avete un piccolo giardino o un balcone con un po’ di spazio potete divertirvi a coltivarla e mettere su una piccola produzione di spugne da usare per tutti gli usi domestici e, perchè no? Regalare agli amici! Io che non ho spazi esterni purtroppo sono costretta ad acquistarla ed è questo il motivo per cui la uso solo per la pulizia del corpo e non anche per la pulizia della casa: trattandosi di un materiale assolutamente naturale e esente da qualunqie tipo di lavorazione è più delicato e l’utilizzo per piatti e superfici richiede sostituzioni frequenti che economicamente non convengono, ma se potete coltivarla in casa allora non ci sono limiti agli usi che ne potete fare!

consumo consapevoleCome vedi essere sostenibili è più semplice di quanto possa sembrare ma è necessario pensare e ripensare i nostri gesti e chiederci continuamente come possiamo migliorare. Per questo oltre a lasciare a tutti questi piccoli consigli attraversi il blog giro in lungo e in largo con il mio Laboratorio di consumo consapevole, cercando di mostrare a grandi e piccini che #ilfuturoèoggi e che se uno può farlo tutti possono farlo!


Hai altri consigli per sostituire spugna e panni classici o delle perplessità per qualche tipo di utilizzo che non ho considerato? Scrivimi!

2 risposte a "La spugna per i piatti è un dispenser di microplastiche: ecco come sostituirla!"

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  1. Molto interessante, è da un po’ di tempo che provo un grande fastidio all’idea dei pezzettini di spugna sintetica che vanno giù dal lavandino.
    Ho però un dubbio: la spugna per piatti che hai linkato, stando alla descrizione di Amazon, all’interno ha un’imbottitura di poliuretano.

    "Mi piace"

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