Nascosta in una valletta nel cuore dei Monti Picentini, la grotta di Candraloni è un 𝗶𝗻𝗴𝗵𝗶𝗼𝘁𝘁𝗶𝘁𝗼𝗶𝗼 𝗰𝗮𝗿𝘀𝗶𝗰𝗼, ovvero un punto della superficie della terra che, letteralmente, ingoia le acque superficiali di un fiume o di un torrente e le convoglia nel sottosuolo, dove scavano grotte e ricaricano le falde acquifere. In questo caso, dopo essere sprofondate nelle viscere della terra, le acque dell’omonimo torrente percorrono 𝘂𝗻𝗮 𝗴𝗿𝗼𝘁𝘁𝗮 𝘀𝗼𝘁𝘁𝗲𝗿𝗿𝗮𝗻𝗲𝗮 𝗱𝗶 𝗼𝗹𝘁𝗿𝗲 𝟴𝟬𝟬 𝗺𝗲𝘁𝗿𝗶, dentro la quale formano laghetti e cascate prima di tornare alla luce in prossimità del 𝗽𝗶𝗮𝗻𝗼 𝗮𝗰𝗾𝘂𝗲 𝗻𝗲𝗿𝗲, un’altro punto facilmente raggiungibile di cui ho parlato qui. I due sentieri infatti sono collegati ed è possibile percorrerli nella stessa giornata.
Sulle nostre montagne, che sono particolarmente permeabili, gli inghiottitoi sono moltissimi, alcuni a dir poco spettacolari, ma la grotta di Candraloni, con il suo portale di oltre 20 metri di altezza, sembra la bocca spalancata della terra in procinto di urlare qualcosa e il sentiero per raggiungerla é davvero facilissimo.
𝗥𝗲𝗴𝗶𝗼𝗻𝗲: Campania
𝗣𝗿𝗼𝘃𝗶𝗻𝗰𝗶𝗮: Avellino
𝗖𝗼𝗺𝘂𝗻𝗲: Montella
𝗟𝗼𝗰𝗮𝗹𝗶𝘁𝗮’: Monte Terminio
Dai 𝗽𝗶𝗮𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝗩𝗲𝗿𝘁𝗲𝗴𝗹𝗶𝗮, percorrendo il sentiero che li taglia in due e superando alcune sbarre e/o fili elettrificati, si fa tappa al suggestivo 𝗹𝗮𝗴𝗵𝗲𝘁𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗮𝗰𝗾𝘂𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗠𝗮𝗱𝗼𝗻𝗻𝗮 e si prosegue fino al pannello in legno oltre la strada carrabile. Qui si segue la staccionata puntando verso il basso e seguendo un piccolo torrente ricco di 𝘀𝗼𝗿𝗴𝗲𝗻𝘁𝗶, quindi si risale fino al 𝗿𝗶𝗳𝘂𝗴𝗶𝗼 𝗖𝗮𝗻𝗱𝗿𝗮𝗹𝗼𝗻𝗶, lasciandolo sulla sinistra per ridiscendere lungo il sentiero che porta alla grotta.
Da qui è necessario fare attenzione: l’accesso é ripido e sdrucciolevole, meglio risalire verso la 𝘀𝗼𝗿𝗴𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗖𝗮𝗻𝗱𝗿𝗮𝗹𝗼𝗻𝗶 per poi tornare indietro fino alla grotta seguendo il corso dell’acqua.
Fin qui il percorso conta 130 m di dislivello e 2,7 km di pura magia: le sorgenti, i faggi e i tassi secolari, i colori dell’autunno e la grotta ti catapultano nel mondo incantato della natura e basta tendere l’orecchio per ascoltare le voci di fata delle cince e quelle sommesse delle foglie.





















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