Il mondo di ghiaccio

Risultati immagini per frozen all'alba sorgeròNonostante la mia predilezione per i grandi classici Disney di una volta Frozen é sicuramente uno dei Cartoon che ho piú apprezzato nella mia vita, sia perché é una di quelle storie che rinuncia al modello del principe azzurro in favore dello sviluppo  e dell’autonomia  delle ragazze, sia perché ci parla di una storia personale che nasce nell’infanzia della piccola principessa Elsa, una bambina molto speciale impegnata fin da subito a nascondere la propria diversità in quello che sarà un cammino di timore, solitudine, rinuncia di se stessa e, quindi, di grande sofferenza e separazione da se è dagli  altri. Non appena gli altri scopriranno la sua diversità infatti, ne avranno immediatamente paura, la percepiranno come un pericolo e un elemento destabilizzante e chiederanno a gran voce che ella venga immediatamente allontanata dal regno. Elsa avrà la forza di operare una rottura in un destino che sembra segnato, di riprendere in mano la sua vita, di accettarsi nella sua diversità e di riscattarsi, ma per fare tutto questo dovrà fare appello a tutto il suo coraggio e la sua forza d’animo e compiere un pauroso salto nel buio. Cosa le sarebbe accaduto senza questo coraggio?

Il mondo dell’infanzia di Elsa rappresenta molto bene la società in cui siamo immersi: ancora oggi ai bambini viene chiesto di omologarsi, di essere “normali” (cioé uguali agli altri), di nascondere le proprie diversità, di apprendere tutti nello stesso modo e di dare gli stessi risultati, di avere piú o meno tutti gli stessi interessi (calcio, danza ecc.). In generale manca totalmente una cultura della diversità che valorizzi ciascuno in qualità di portatore di ricchezza e ciò conduce, come tristemente sappiamo, al dilagare della piaga del bullismo, del razzismo e dello specismo. Tanto in famiglia quanto a scuola i gusti e le predisposizioni che si discostano oltre un certo limite da ciò che viene considerato normale vengono giudicati negativamente e il piú delle volte si procede alla loro soppressione attraverso un’opera di scoraggiamento intrisa di dissensi, divieti e, spesso, punizioni. La scuola manca completamente di una strategia educativa in grado di sviluppare le propensioni personali a meno che queste non siano piú o meno aderenti ai programmi e alle attività già previste e predilige strategie individualistiche basate sulla competizione e finalizzate ad una valutazione del sapere piuttosto che del sapere essere. Gli adulti di domani invece, per poter sviluppare pienamente le loro competenze emotive e relazionali ed essere in grado di vivere insieme e di dare senso alla propria vita, hanno bisogno esattamente dell’opposto: hanno bisogno  di fare le esperienze ad essi più congeniali, di assecondare i propri gusti e interessi, di avere la libertà di essere e, soprattutto, di percorrere le proprie strade con la certezza di non essere giudicati ma, se necessario, aiutati. Solo questa è la via che conduce alla piena realizzazione e attraverso la quale si possono trovare serenità e felicità.

Una società cosí lontana da quelle che sono le necessità dei bambini e dalla possibilità di esprimere se stessi pienamente e totalmente é davvero un mondo di ghiaccio perché é un mondo freddo in cui bisogna imparare a reprimersi nelle proprie qualità piuttosto che nelle proprie debolezze e il bambino che si reprime non può che sviluppare rabbia e nervosismo verso gli altri (che con il loro essere lo costringono ad essere nello stesso modo) e in generale verso l’altro da se. E come si può essere felici della propria vita se lungo la strada si é rinunciato a se stessi, alle proprie propensioni, inclinazioni e desideri? Ecco che si genera la rottura: rottura con se stessi e con gli altri. Chi si incammina su questo tipo di percorso si allontana sempre di piú dalla possibilità di essere felice, al massimo si accontenterà e vivrà quindi una vita fredda, priva di entusiasmo e, alla lunga, priva di aspettative. Un mondo di ghiaccio, appunto.

Ma Elsa ha avuto il coraggio di cambiare tutto questo e le sue parole nella canzone “All’alba sorgerò” ci raccontano la forza dirompente che, scatenata da anni di repressione, ha saputo indirizzare verso un cambiamento positivo all’insegna dell’accettazione di se (in verde il testo della canzone e in rosso i significati che possiamo rintracciarvi):

La neve che cade sopra di me copre tutto col suo oblio
In questo remoto regno la regina sono io
Il mondo remoto è quello interiore, da mantenere segreto agli occhi della normalità, ed è coperto da un manto di tristezza (la neve che copre tutto col suo oblio) perchè, al contrario, vorrebbe esprimersi e uscire allo scoperto
Ormai la tempesta nel mio cuore irrompe già
Non la fermerà la mia volontà
Improvvisamente qualcosa (un litigio, un incontro, un’esperienza) induce ad una rottura profonda che non le consente più di accettare la sua vita
Ho conservato ogni bugia
Per il mondo la colpa è solo mia
la diversità non viene compresa e accettata dagli altri (il mondo) e si traduce in una colpa
Così non va, non sentirò un altro no
D’ora in poi lascerò che il cuore mi guidi in po’
i sentimenti di disperazione ed esasperazione cominciano ad essere indirizzati verso un cambiamento positivo che assecondi le proprie propensioni profonde
Scorderò quel che so e da oggi cambierò
Resto qui, non andrò più via
Sono sola ormai, da oggi il freddo è casa mia
a questo punto Elsa ha preso piena coscienza del fatto di non poter più vivere senza se stessa e sceglie di cambiare e di accettarsi accettando al contempo il rischio dell’emarginazione e della solitudine. Ora almeno Elsa si è riunita con se stessa e questo genera una forza nuova e inaspettata…
A volte è un bene poter scappare un po’
Può sembrare un salto enorme ma io lo affronterò
...che le consente di affrontare quel pauroso salto nel buio
Non è un difetto, è una virtù, e non la fermerò mai più
Elsa ha capito il valore della sua diversità e questo avrà delle implicazioni enormi sulla sua vita e sul suo modo di vedere il mondo. Le consentirà di essere più rispettosa nei confronti di se stessa e, al contempo, delle diversità degli altri e questo le darà la possibilità di costruire un mondo più giusto e più ospitale per tutti, non solo per se stessa
Nessun ostacolo per me, perché
D’ora in poi troverò la mia vera identità
E vivrò, sì, vivrò per sempre in libertà
Se è qui il posto mio, io lo scoprirò
ha compreso che la libertà non è quella del corpo, non è la possibilità di fare ciò che si vuole, ma è quella della mente, è la possibilità di essere ciò che si vuole e la libertà della mente, del saper essere, diviene un luogo fisico che non si può, non si vuole più lasciare
Il mio potere si diffonde intorno a me
Il ghiaccio aumenta e copre ogni cosa accanto a sé
il ghiaccio rappresenta, appunto, il potere di Elsa e una volta liberato esso comincia a cambiare anche il mondo che la circonda, rendendolo un luogo più interessante, più congeniale, più stimolante
Un mio pensiero cristallizza la realtà
Il resto è storia ormai, che passa e se ne va
Elsa ha definitivamente lasciato andare il suo passato e tutta la sofferenza che ha vissuto
Io lo so, sì lo so, come il sole tramonterò
si prepara ad uscire allo scoperto con la nuova se e ad affrontare il momento più buio, quello in cui mostrerà agli altri la sua rivoluzione, quello in cui dovrà subire il giudizio e le reazioni
Perché poi, perché poi all’alba sorgerò
ma questo non le fa più paura perchè ormai ha tracciato il suo percorso e sa dove vuole arrivare
Ecco qua la tempesta che non si fermerà
Da oggi il destino appartiene a me
così, infine, si riappropria del suo destino e diviene in grado di prendere decisioni rispettose di se stessa
Alla fine il coraggio di Elsa sarà ripagato perchè coloro che la amano davvero capiranno che non la vorrebbero diversa da com’è e perché lei stessa ricostruirà il suo nuovo mondo circondandosi di persone che sanno apprezzarla e per le quali la sua diversità non costituisce un problema ma una risorsa. La sua storia dovrebbe insegnare qualcosa a tutti noi educatori (genitori, insegnanti ecc.) che abbiamo il delicato compito di coltivare le persone come un terreno che può dare tutti i frutti del mondo, non certo come una monocoltura, e ritrovare il senso originario della nostra professione: quello di portare fuori dalle piccole donne e dai piccoli uomini (piccoli solo per dimensioni) il loro vero modo di essere al fine di coltivare se stessi compatibilmente col terreno di partenza. In questo l’educazione ambientale ci da una grande mano e ci aiuta a coltivare nei bambini quei valori che, se allargati all’intero spettro della propria vita e delle proprie esperienze, si traducono non solo in una maggiore accettazione dell’essere altro ma, anche, nella consapevolezza dei legami che con l’altro abbiamo, inteso come persona, come essere vivente, come modello culturale ecc. Attraverso la comprensione del mondo e della biodiversità infatti i bambini imparano a mettere da parte il sospetto e il timore delle altre specie per fare posto alla curiosità e all’interesse nei confronti delle altre forme e degli altri stili di vita e, soprattutto, comprendono che ogni cosa è legata all’altra e che non c’è azione condotta ad un capo del mondo che non si ripercuota sul capo opposto in quello che è un meraviglioso quanto pericoloso effetto farfalla (per approfondire vedi qui). Nulla esiste se non all’interno di una rete fittissima di legami e di interdipendenze. Come ci insegna Thich Nhat Han noi intersiamo, intersiamo con il mondo, con le piante, con gli animali, con gli altri esseri umani e, tutti insieme, costituiamo quella comunità unica che è Gaia, e questa acquisizione ci porta immediatamente a comprendere quanto i confini dell’uomo (tanto quelli geografici quanto quelli culturali) siano semplicemente lo specchio di una limitata comprensione e percezione del mondo e delle sue regole. Eppure possiamo ribaltare il nostro modo di guardare ai confini percependoli non più come qualcosa da non dover valicare ma come desiderio di andare oltre, di superarli e di allargare il proprio sguardo, la propria cultura e la propria percezione del mondo. L’educazione ambientale dunque, se sviluppata in tutta la sua portata, ci conduce dal superamento dello specismo (inteso come timore e rifiuto delle altre specie) all’accettazione e all’interesse nei confronti dell’altro da se, che diviene in questo modo una ricchezza e una risorsa, e ci consente di costruire valori ben più ampi come la cooperazione, l’inclusione e la solidarietà. Valori che, peraltro, oltre a riflettersi positivamente sulla società rendendola più giusta e più accogliente per tutti, si riflettono positivamente sulle nostre vite liberandoci dalle paure, dai timori e dagli atteggiamenti sospettosi e restituendoci un’esistenza più piena, più felice, più serena, più pacifica e, infine, più bella.

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