La Cappella Rupestre di San Mauro

É una delle oltre 100 cappelle e chiese rupestri della Campania;

Si trova nel cuore del Cilento;

Per raggiungerla è necessario percorrere poco più di 1 km di cammino ma più di 350 metri di dislivello.

Siamo a Capizzo, piccola frazione di Magliano Vetere, nel cuore del Parco Nazionale del Cilento, e questa é la Cappella Rupestre di San Mauro, un piccolo gioiello architettonico che pare fondersi con la montagna e la natura che l’abbraccia.


Davanti a noi il mare e l’ampia valle del fiume Alento; alle nostre spalle le anguste e spettacolari gole del fiume Calore. Quello che stiamo percorrendo é infatti un tratto dell’impervia dorsale montuosa che unisce i monti Faito, Chianiello e Vesole, i quali facevano del Cilento una roccaforte inespugnabile e difendevano le genti al di qua della montagna dalle incursioni di chi proveniva dal mare, concedendo il passo solo a chi, arrampicatosi su per le creste e superato il controllo di Magliano, poteva finalmente discendere verso le strette gole per raggiungere il vallo di Diano attraverso l’inespugnabile passo della preta perciata.

Da questo lato della montagna, a fare ombra ai nostri cappelli é una lussureggiante lecceta che, di tanto in tanto, lascia il posto a un belvedere roccioso che ci permette di ammirare la valle verdissima, le case del borgo con i tetti di cotto ma anche i fossili deposti lungo gli strati della montagna quando montagna ancora non era, ma tiepido e calmo fondale marino. La salita é resa faticosa dal dislivello concentrato in così pochi metri e dal caldo soffocante che solo in parte trae sollievo dall’ombra del fogliame. Il canto degli ortotteri e delle capinere ci accompagna.

Arrivati a destinazione, quella che si apre davanti ai nostri occhi é una spianata angusta almeno quanto lo spazio che la parete rocciosa concede a San Mauro: appena una nicchia, ciò che serve per dare il senso del divino a chi osserva attonito quest’opera incredibile i cui ambienti interni, per forza di cose, sono stati sviluppati in verticale: la grotta, l’altare, il campanile. Un bel portone di legno circondato da grandi blocchi di pietra presi direttamente dalla montagna e scalpellati da mani forti e pazienti segna la fine della nostra escursione. Ai piedi della cappella, però, un tavolo di legno posto in una nicchia ancor più piccola e angusta, ci offre l’occasione per restare qui ancora un po’, mangiare qualcosa e riposare prima di tornare giù o proseguire verso la Cappella di Santa Lucia, a guardia del passo di preta perciata e, forse, dello spirito ancora così vivo e indomito di questi luoghi.

Da non perdere nelle vicinanze:

  • il ponte medievale di Magliano e quello di Felitto,
  • le gole del calore
  • il museo paleontologico
  • i borghi di Magliano, Felitto e Laurino.

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