10 motivi per cui l’abbattimento dei lupi é inutile e dannoso

“I lupi sono diventati troppi, aggrediscono il bestiame, generano un danno economico e possono rappresentare un pericolo. Se non interveniamo gli allevatori si faranno giustizia da soli. Gli abbattimenti selettivi sarebbero a tutela dei lupi stessi”.
Cosí grazie al Ministro Galletti, commercialista, e ai noti consulenti interessati piú a fama e guadagni che alla conservazione della specie, dopo quasi 50 anni di tutela i lupi italiani rischiano di essere di nuovo (legalmente) perseguitati. Ma gli abbattimenti selettivi sarebbero inutili per gli allevatori, dannosi per la specie e l’agricoltura e, soprattutto, pericolosi per i già malati ecosistemi italiani. 

Perché l’abbattimento non serve

1) il sistema di prevenzione e risarcimento italiano è metodologicamente sbagliata, largamente inapplicato e, soprattutto, lento

Gli allevatori italiani piú che di attacchi da parte dei lupi soffrono di un sistema di prevenzione e risarcimento sbagliato nell’impostazione, largamente inapplicato e, soprattutto, lento. Per scongiurare la quasi totalità degli attacchi dei lupi nei confronti del bestiame infatti basterebbero il connubio di tre cose: cani maremmani, che rappresentano il principale deterrente per i lupi, recinti elettrificati, che impediscono l’accesso ai lupi senza rappresentare un pericolo per gli animali, stazionamento notturno in stalla. Tutte strategie definite nel Piano di Azione per il Lupo, elaborato dal Ministero dell’Ambiente stesso ma rimaste largamente inapplicate e, diciamocelo subito, tutte cose costose per realizzare le quali lo Stato dovrebbe investire un bel po’ di quattrini. Anche il sistema di risarcimento dovrebbe essere migliorato. Attualmente i capi di bestiame persi in seguito ad attacchi di lupi vengono risarciti in moneta con tempi lunghissimi, così molti allevatori “fanno prima” a togliere di mezzo l’aggressore. Servirebbe quindi in primo luogo accelerare i rimborsi e, in secondo luogo, modificare il tipo di risarcimento. Se invece che in soldi il bestiame venisse rimpiazzato da altro bestiame (una pecora per una pecora, un vitello per un vitello e via dicendo) si risolverebbero un bel po’ di problemi: gli allevatori truffaldini (e ce ne sono) non avrebbero interesse a dichiarare un capo di bestiame morto per mano di un lupo anche quando, in realtà, è morto per altre cause (e la cosa non è affatto difficile, basta trovare un veterinario connivente), la sostituzione del capo sarebbe molto più immediata e si genererebbero nuovi posti di lavoro nelle stalle nate per risarcire gli allevatori. Con un sistema del genere le vendette sui lupi da parte di allevatori mal risarciti dallo stato diminuirebbero sensibilmente. Ma come spunta fuori allora la possibilità degli abbattimenti selettivi? Gli abbattimenti dovrebbero rappresentare l’ultima spiaggia a cui ricorrere quando dopo aver applicato tutte le strategie di cui sopra non si riesce a scongiurare l’attacco da parte di individui “problematici”. Eppure in un paese in cui la ricerca naturalistica appare una perdita di tempo, dove lo Stato non investe sulla prevenzione dei danni, dove molte Regioni concedono favori continui  alle solite categorie di sparacchiatori, costringendo le associazioni ambientaliste (le uniche ormai a far rispettare le leggi in luogo di uno Stato latitante) a fare – e a vincere – continui ricorsi e i cittadini a pagare alla Comunità Europea milioni di euro di sanzioni per illeciti ambientali, primi fra tutti le continue deroghe alla caccia, appare concreto il rischio che si scavalchino in tronco le costose misure di prevenzione per saltare a una soluzione, che comunque è prevista dal Piano, che è indubbiamente più veloce ed economica e che, soprattutto, fa felici i soliti noti.

2) il 5% della popolazione abbattuta legalmente si sommerebbe al 20% di quella abbattuta illegalmente/accidentalmente

Galletti parla di una quota di abbattimento che in ogni caso non coinvolgerebbe più del 5% della popolazione di lupo, ma attualmente si stima che circa il 20% della popolazione di lupi viene abbattuta ogni anno da bocconi avvelenati (destinati anche ad altri animali), impatti con automobili, bracconaggio e altro ancora. Questo 5% andrebbe quindi a incidere su una mortalità che è già estremamente elevata e potrebbe rappresentare un pericolo concreto per la conservazione di una popolazione vitale.

3) l’abbattimento non può essere selettivo

A differenza di quanto può avvenire in altre specie l’abbattimento dei lupi non può essere selettivo in quanto ogni singolo individuo del branco ha un ruolo sociale molto preciso. La presenza di ognuno garantisce la sopravvivenza del branco stesso, pertanto andando a rimuovere un qualunque individuo si potrebbero generare squilibri e ripercussioni tanto sulla sopravvivenza del branco quanto sulla sua capacità riproduttiva, la quale, come avviene anche in altre specie in cui è presente una femmina alfa, potrebbe addirittura aumentare.

4) i grandi predatori sono indispensabili nel mantenimento degli ecosistemi

I grandi predatori sono fondamentali nella regolazione degli ecosistemi in quanto attraverso la predazione hanno la capacità di mantenere la sostenibilità del numero delle popolazioni delle prede. Nel caso dei lupi la principale fonte alimentare é rappresentata da ungulati come cervi, cinghiali ecc. I cervi a loro volta si nutrono principalmente di vegetazione di sottobosco. Se i lupi vengono a mancare i cervi si moltiplicano, generano una pressione maggiore sul sottobosco, arrivando a consumare del tutto alcune specie di piante favorendone altre, cosí l’ecosistema viene completamente alterato, si innescano estinzioni locali e gli animali, non trovando piú da mangiare in natura, cominciano a pesare sull’agricoltura, come é successo nel caso dei cinghiali sebbene per altri motivi. La presenza dei predatori quindi mantiene sotto controllo le popolazioni di prede e, in ultima analisi, garantisce il mantenimento degli ecosistemi.

5) la diminuzione dei grandi predatori danneggerebbe l’agricoltura

In molte aree italiane molti agricoltori soffrono la presenza di popolazioni molto numerose di alcune specie di ungulati, come cinghiali e cervi. Tali specie infatti, in assenza dei predatori, si moltiplicano a dismisura e, non trovando sostentamento in natura, si riversano sui campi generando danni alle colture. Di solito si interviene con la caccia selettiva ma nel caso del cinghiale é stato dimostrato come tale strategia sia non solo inutile ma addirittura controproducente: i cinghiali hanno una struttura sociale di tipo matriarcale con una femmina alfa che é la sola a riprodursi. Le altre femmine del branco contribuiscono all’allevamento della prole ma non si riproducono. Nel momento in cui essa viene rimossa dal un fucile le altre femmine divengono potenzialmente riproduttive, cosí paradossalmente la popolazione, invece di diminuire, aumenta. La presenza di predatori naturali sul territorio rappresenta quindi la soluzione migliore a questo problema in quanto essi mantengono sotto controllo il numero delle prede rimuovendo gli individui socialmente meno utili, come individui anziani, malati o molto giovani.

6) la pressione predatoria sul bestiame non diminuirebbe

Se si dice che negli ultimi 40 anni, grazie alle misure di tutela, la popolazione di lupi é aumentata, quello che non si dice é che le attività umane che premono sull’ambiente naturale sono aumentate infinitamente di piú. Ciò crea contrazione e depauperamento degli habitat naturali e se gli allevatori risentono della presenza dei lupi sono i lupi stessi, e tutte le altre specie, a risentire di piú della presenza dell’uomo. Possiamo anche diminuire la presenza dei lupi ma se essi continueranno a non trovare in natura le risorse di cui necessitano continueranno anche a pesare sugli allevamenti e il problema sarà tutt’altro che risolto. Ciò è tanto più vero nel caso di branchi smembrati che, non potendo garantire le condizioni ottimali di sopravvivenza, si orienterebbero maggiormente su prede più facili come il bestiame.

7) i lupi sostengono il turismo

Vi siete mai chiesti perché il Parco Nazionale d’Abruzzo é il Parco piú famoso e frequentato d’Italia in termini di turismo? Perché offre al visitatore la possibilità di osservare la grande fauna italiana: lupi, orsi, camosci ecc. La conservazione di questi animali e la fine delle persecuzioni hanno dunque consentito ad un intero territorio di svilupparsi in maniera ecocompatibile, sfruttare le possibilità offerte dal turismo naturalistico e creare posti di lavoro. Se i lupi cominceranno ad essere perseguitati sarà sempre meno possibile osservarli in natura e si rinuncerà ad una possibilità concreta di sviluppo economico basato sulle risorse naturali e chi ci perderà oltre ai lupi stessi? Le popolazioni locali beneficeranno di piú di meno lupi e piú allevatori o di piú lupi e piú turisti?

8) la valutazione deve essere basata sulle dinamiche ecosistemiche

Il funzionamento degli ecosistemi garantisce la sopravvivenza di tutte le specie, anche della nostra, e il numero degli animali in natura deve essere valutato nell’ottica della funzionalità ecosistemica, non certo su quanti ne vorrebbero l’allevatore, il politico o l’ambientalista di turno. Senza un approccio puramente scientifico e libero da interessi personali o di categoria nessuna specie potrà salvarsi, tantomeno la nostra.

9) milioni di euro spesi nella conservazione andrebbero buttati

Negli ultimi 40 anni, dopo aver compreso l’importanza dei lupi dal punto di vista ecologico ed economico, si sono spesi milioni di lire prima e di euro poi per riportare questa specie sulle montagne  italiane. E i risultati si sono avuti. Se venisse concessa la possibilità di abbattere gli animali si rischierebbe letteralmente di buttare tale investimento sulla base delle lamentele di un non precisato numero di allevatori. I quali tra l’altro, come accennato, soffrono più l’inefficienza del sistema italiano che la presenza stessa del lupo.

10) non esistono dati sufficienti

Il numero di lupi italiani é tutt’altro che chiaro. Si sa che sono aumentati in Appennino ma non quanti ce ne siano effettivamente mentre sulle Alpi le osservazioni sono ancora sporadiche. Sulla base di quale studio Galletti & co. affermano che i lupi sono troppi? Davvero possiamo prendere una simile decisione in una tale carenza di dati?

Per approfondire le vostre conoscenze sui lupi scaricate il piano-dazione-nazionale-per-la-conservazione-del-lupo

Per firmare la petizione cliccate sul link

Se siete in Campania e volete visitare i luoghi del lupo partecipate all’evento “Sulle orme del lupo”

Annunci

4 risposte a "10 motivi per cui l’abbattimento dei lupi é inutile e dannoso"

  1. NON sono assolutamente d’accordo ,se tu esci in montagna con i tuoi cani e ti trovi a diretto contatto con un lupo potresti cambiare idea, 2°)Gli ultimi allevatori rimasti sull’Appennino che già sono da considerarsi degli eroi ,anziché aiutarli a rimanere e ad aumentare la loro attività (attività fondamentale per la pulizia della montagna e per il contenimento dei danni da dissesto idrogeologico) cosa abbiamo fatto gli liberano i lupi. LUPI che nella maggior parte dei casi Lupi non sono sono incroci con cani di vario genere, e con la scusa di salvare il lupo Italico , cacciamo via gli ultimi allevatori cancelliamo un piccolo comparto che però produce carni e latte importante di altissima qualità. 3°) poi arrivano i turisti…hahaha ma lo sapete cosa state dicendo .SE LA MONTAGNA NON é VISSUTA MUORE e frane e alluvioni sono e saranno all’ordine del giorno,no non ci basta quello che è successo in questi ultimi anni a farci riflettere,sono ben più importanti i lupi .Abbiamo vissuto per 60 anni senza improvvisamente non possiamo fare ameno dei lupi …trovo la cosa assolutamente risibile.

  2. ma voi siete mai stati a visitare un allevamento in montagna che fa del pascolo una delle maggiori attività? se ti muore una pecora o un vitello abituato a vivere all’aperto tu non lo puoi sostituire con un altro vitello o pecora che proviene da un altro gruppo o da una stalla di pianura……..

  3. INVECE CHE DIFENDERE I LUPI (O PSEUDO LUPI)DIFENDETE GLI ULTIMI ALLEVATORI DELLE NOSTRE MONTAGNE ………QUELLI SI SONO IN FASE D’ESTINZIONE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    • Caro Lucio, in montagna a passeggiare con il mio cane ci vado da quando sono bambina e le posso assicurare che l’unico concreto pericolo, tanto per me quanto per il cane, é rappresentato da chi cammina con un fucile in braccio (e glie lo dico con cognizione di causa avendo schivato una fucilata piú di una volta), non certo dai lupi, ne dagli orsi e neppure dai cinghiali. Detto questo lei ha centrato in pieno il problema: ciò che nel nostro paese rappresenta il maggiore pericolo, tanto per gli allevatori quanto per i lupi, é proprio ragionare per contrapposizione quando contrapposizione non c’é. Questa logica della natura contro l’uomo e dell’uomo contro la natura é proprio ciò che mina alla base la possibilità di trovare soluzioni logiche e vantaggiose per entrambe le parti, che separate non sono. Per fortuna ce lo insegnano i tanti paesi che hanno una composizione faunistica ben piú “problematica” della nostra ma che, nonostante questo, non rinunciano ne a portare avanti le attività umane ne a conservare la natura. L’affermazione “abbiamo fatto a meno dei lupi per 60 anni” non ha alcun senso, potrei risponderle che gli ecosistemi montani hanno fatto a meno dell’uomo per millenni e non é certo questo che ha impedito loro di funzionare, ma il punto é: possiamo conciliare la presenza degli uni e degli altri affinché ognuno possa esprimere pienamente le proprie potenzialità in termini ambientali, economici e sociali? Io credo di sì, e per fortuna lo confermano studi ed esperienze concrete in tutto il mondo, ma affinché questa possibilità divenga concreta dobbiamo rinunciare a ragionare per contrapposizioni e imparare a ad agire per collaborazioni.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...