Gli adulti sottovalutano il potere della bellezza, ma la bellezza può salvarci.
L’esperienza estetica crea dipendenza: quando cresci nella bellezza ne vuoi ancora e ancora e cominci a cercarla ovunque attorno a te, fino a scoprire che il mondo ne è pieno. E questo é un ottimo motivo per gioire e per amarlo, una fonte di benessere infinita che ci illumina quando facciamo più fatica a trovare un senso nelle nostre vite.
Così la bellezza genera amore, a volte passione, e innesca quel circolo virtuoso nel quale non ti basta più solo cercarla: devi crearla! Perché quando ti abitui alla bellezza, ti riesce così difficile sopportare ciò che non è bello, non è curato, non è pensato, che cominci ad aver cura e a migliorare ciò che ti circonda.
Ed ecco che la bellezza genere partecipazione: una volta che le hai attribuito amore, diventa importante condividerla, difenderla, impegnarti per lei.
La natura è la prima e più completa fonte di bellezza e, usata con consapevolezza, può essere un potente strumento educativo perché ci incoraggia a migliorare noi stessi e ciò che ci circonda, ed è precisamente qui che sta tutto il suo potere educativo.
Da un lato, l’esperienza estetica nella natura ci induce ad attribuire valore alla vita, ad essere grati per ciò che il mondo ci offre, a sentirci parte di un disegno che, per quanto sfumato e fuori dalla nostra piena comprensione, percepiamo come importante. Questo ci tiene al riparo dal disagio, dalla perdita di significato, dalla depressione.
Dall’altro lato, ci induce ad attribuire valore al mondo, il quale diventa un luogo degno di essere vissuto. Questo ci incoraggia a prendercene cura e ci rende persone attive, partecipative.
Ma se la bellezza ci induce a partecipare, allora, oltre ad essere strumento educativo, la bellezza é un presidio di libertà e democrazia. D’altra parte, può esistere democrazia senza educazione? È per questo che crescere nella bellezza dovrebbe essere un diritto inalienabile di ogni bambino.
Soprattutto ora, soprattutto qui.






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