La Certosa di San Lorenzo a Padula

Quello che più ci fa impazzire é la natura selvaggia, ma amiamo molto anche i luoghi in cui la mano dell’uomo appare più dolce, più integrata, più rispettosa della natura che l’accoglie. Questo é sicuramente uno di quelli.

Pur avendo abitato a Salerno per vent’anni non avevo mai visitato la Certosa di San Lorenzo a Padula. L’ho fatto ora, in un weekend un po’ piovoso che ha reso ancora più affascinante la visita ad uno dei più sontuosi complessi monumentali barocchi del sud Italia, prima certosa della Campania e tra le maggiori d’Europa.

Anche qui fu la natura circostante ad essere determinante per la scelta e lo sviluppo del sito: i grandi campi fertili del vallo di Diano consentivano ai monaci di produrre vino, olio di oliva, frutta e ortaggi non soltanto per il proprio sostentamento ma anche per la commercializzazione con l’esterno. Questa intensa attività agricola, possibile grazie alle ricchissime risorse naturali a loro disposizione, fu per molti secoli di fondamentale importanza per tutta l’area: essa era di fatto l’unico centro di raccolta di manodopera e fonte di ricchezza non solo per la certosa ma per l’intero territorio.

Un po’ lungo il viaggio da Napoli, circa due ore, ma la bellezza e il valore storico, architettonico e naturalistico della #certosadipadula e del vallo di Diano ripagano ampiamente la trasferta. Da non perdere il vicino Battistero di San Giovanni in Fonte, uno dei più antichi battisteri paleocristiani di tutto l’occidente.

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