Sul Faito con i bambini alla ricerca dell’autunno perduto

Regione: Campania
Provincia: Napoli
Punti e specie di interesse: faggi secolari, neviere e panorami. Possibilità di avvistare i corvi imperiali.
Abbigliamento: da escursionismo, a strati, caldo a partire dall’autunno in quanto si superano i 1000 m di quota
Attrezzatura necessaria: acqua e colazione al sacco.
Fontane: no


Per i bambini che vivono in città le stagioni sono diventate qualcosa da studiare sui libri di scuola, un ulteriore esercizio mnemonico che non trova utilità e riscontro nella vita quotidiana.

Eppure, per un bambino alle prese con la costruzione del mondo, poter osservare l’avvicendarsi delle stagioni è alla base della comprensione dell’organizzazione della natura e dei suoi cicli, dell’alimentazione corretta e persino dell’interpretazione dei cambiamenti del proprio corpo durante l’arco della propria vita. Alle stagioni e ai loro colori, poi, attacchiamo ricordi, stati d’animo, esperienze e desideri e non v’è dubbio che, senza di loro, la nostra vita sarebbe più povera. Del resto cosa avrebbero scritto Ungaretti, Garcia Lorca o Emily Dickinson se non avessero potuto ammirare la natura in autunno?

Ecco perchè siamo andati alla ricerca dell’autunno perduto, quello che in città è ormai solo un lontano ricordo e indovinate? Lo abbiamo trovato!

Da Napoli, nel giro di un’ora e mezza e di una buona dose di curve, si raggiunge facilmente il Faito, il monte più conosciuto e frequentato del bellissimo comprensorio montuoso che stringe i borghi della costiera tra mare e montagna: la catena dei Lattari.

L’escursione è semplicissima, praticamente una passeggiata in quanto non vi sono particolari dislivelli, nessun punto esposto e potete scegliere di passeggiare anche senza seguire un sentiero specifico. Si parte dall’area picnic del Faito, dove potete già ammirare lo spettacolo del foliage e dei faggi monumentali, alcuni dei quali presentano un tronco che supera abbondantemente i 6 metri di circonferenza e superano i 400 anni di età e, seguendo la piccola strada asfaltata che si inoltra nel bosco, potete raggiungere facilmente il Santuario di San Michele e, ancora oltre, la grotta di San Catello e le caratteristiche neviere, le fosse dove un tempo veniva conservata la neve caduta durante l’inverno. In autunno le neviere venivano foderate con uno strato di foglie secche di faggio, in questo modo una volta accumulata all’interno della fossa, la neve era protetta dal calore del suolo e dai venti caldi mentre il fresco dell’alta quota e la fitta ombra della chioma dei faggi assicuravano le condizioni ideali affinché essa resistesse senza sciogliersi fino ai mesi estivi, quando veniva cavata e trasportata in blocchi giù a valle per essere venduta in tutti i paesi della Penisola Sorrentina e del vesuviano. Il ruolo dei faggi era così importante per questa industria che essi meritarono la protezione di apposite leggi che ne vietavano il taglio e proprio loro hanno dato il nome a questa montagna, il Faito, che nonostante la vicinanza alla città e l’assalto dei gitanti, mantiene intatta tutta la sua bellezza.

Il Faito, con i suoi paesaggi mozzafiato e le sue bellezze naturalistiche, è interessante tutto l’anno ma senza ombra di dubbio il periodo in cui è più spettacolare è proprio l’autunno, quando le foglie dei faggi, degli aceri e dei castagni si tingono di tutte le tinte del giallo e dell’arancio e per i bambini è una goduria rotolarcisi dentro o lanciarle per aria. La presenza delle aree picnic lo rende comodo per le famiglie (scoprite come organizzare il vostro picnic a rifiuti zero) ma dopo l’escursione vi consiglio di fermarvi al belvedere, dove potrete gustare un buon tagliere di formaggi col miele o anche soltanto un cappuccino caldo mentre vi godete l’affaccio sulla penisola sorrentina, i faraglioni di Capri e il volo dei corvi imperiali.   

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