Il potenziale dei cortili e dei giardini scolastici


I CORTILI SCOLASTICI SONO OLTRE 40,000 IN TUTTA ITALIA


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Avete mai notato che praticamente ogni scuola delle nostre città, anche la più piccola, è circondata da un cortile, da un giardino o comunque da uno spazio aperto? Forse non lo sapete e probabilmente faticherete a crederlo ma gli istituti scolastici sono tra i più grandi proprietari terrieri di tutto il mondo, sono oltre 40.000 in tutta Italia ed arrivano a rappresentare, in alcune città, oltre il 30% del verde pubblico e le scelte che le direzioni scolastiche operano relativamente alla gestione di tali spazi possono avere un impatto profondo sul paesaggio metropolitano, sulla vivibilità da parte dei cittadini e sulla biodiversità urbana, senza considerare l’impatto che esse potrebbero avere sull’educazione e sull’apprendimento dei propri studenti se utilizzate in maniera consapevole e non solo come corridoi di passaggio tra la strada e l’aula.


I CORTILI DELLE SCUOLE POSSONO RIPORTARE LA NATURA NELLE NOSTRE CITTA’


I cortili delle scuole possono riportare la natura nelle città e nelle periferie, trasformando l’asfalto e le zone abbandonate in ambienti significativi per il gioco e il movimento e consolidando al contempo i piccoli ecosistemi locali che alimentano la biodiversità e i processi naturali anche all’interno di luoghi così urbanizzati, ma soprattutto essi possono sviluppare la socialità dei bambini, il loro sviluppo fisico e intellettuale e il loro benessere psicofisico, fornendo un ambiente che può stimolare la loro curiosità, l’attività di gruppo, l’immaginazione, la voglia di esplorare, il senso di avventura e, non ultima, la meraviglia per le scoperte che vi si possono fare. Se, come società, saremo in grado di porre la nostra attenzione e catalizzare le nostre risorse su una scuola aperta e attenta ai sistemi ecologici nei quali si inserisce, faremo progressi significativi nell’affrontare problemi complessi e interconnessi. Questo sforzo di rinverdimento dei cortili scolastici avrebbe il potenziale di fornire:

  • l’accesso quotidiano alla natura: se i cortili verdi fossero costruiti in ogni scuola essi garantirebbero ad ogni bambino in ogni città l’accesso alla natura e ad ambienti di qualità ogni giorno indipendentemente dalle condizioni economiche, razziali e culturali degli studenti. Un accesso quotidiano e pratico al mondo naturale aiuterebbe i bambini a stare nel mondo reale e a condurre esperienze sensoriali concrete in un mondo che è invece sempre più virtuale. Infine se costruito impiegando materiali naturali locali e piante spontanee, il cortile scolastico può diventare una piccola miniatura della geografia, dell’ecologia e della cultura locale, contribuendo a costruire la conoscenza del proprio territorio e il senso di luogo nelle persone che trascorrono tempo al suo interno;
  • il ripristino delle infrastrutture ecologiche: un cortile scolastico progettato per la gestione dell’acqua piovana può avere un significativo ruolo educativo, formativo ed ecologico. L’utilizzo di piante autoctone contribuisce alla conservazione degli habitat locali e restituisce molto territorio alla biodiversità e alla fauna selvatica. Alberi e arbusti forniscono ombra ai bambini e alla scuola, riducendo l’esposizione ai raggi solari, gli effetti del surriscaldamento urbano e i costi di refrigerazione dell’ambiente scolastico. Le strutture esterne realizzate con l’impiego di materiali naturali, sostenibili e riciclati possono mostrare e favorire la bioedilizia e ridurre l’impatto della scuola sulle discariche e le altre infrastrutture urbane;
  • il miglioramento degli ambienti di insegnamento e apprendimento: molti studi dimostrano che la prossimità agli ambienti naturali e alle zone boscate migliorano sensibilmente il rendimento scolastico degli studenti. Tale miglioramento inoltre cresce notevolmente se gli ambienti naturali vengono impiegati attivamente per la realizzazione di esperienze pratiche e il contatto diretto con la materia di studio. Gli ambienti esterni offrono inoltre molte risorse per l’insegnamento e forniscono una grande varietà di esperienze da proporre ai ragazzi. Il tempo trascorso in cortile infine promuove i giochi di immaginazione e offre una grande varietà di ambienti sociali, riducendo la noia e, di conseguenza, i problemi disciplinari;
  • una maggiore qualità della vita, in termine di salute e benessere: l’utilizzo quotidiano del cortile per attività non solo didattiche ma anche ludiche e sociali è in grado di favorire il movimento e l’attività fisica, incidendo positivamente sui problemi di obesità, promuovere stili di vita sani e indurre un miglioramento delle attività fisiologiche dell’organismo, come l’abbassamento della pressione sanguigna e la riduzione dello stress;
  • la conoscenza dei problemi ambientali: i cortili scolastici, se usati in maniera corretta, sono ambienti in cui i ragazzi di tutte le età possono sperimentare gli ecosistemi locali e divenire protagonisti della loro tutela. In qualità di ambienti controllati inoltre, essi possono contribuire a contenere i problemi di ecofobia e a sviluppare una maggiore fiducia nel potere della collaborazione, trasmettendo un messaggio di ottimismo e speranza in giovani e adulti.
  • la partecipazione nella cura degli spazi: trasformando l’idea di “mantenimento” del costile scolastico nel concetto più ampio di “gestione”, le comunità scolastiche possono diventare dei veri e propri partners del distretto scolastico collaborando attivamente con esso, riducendo i costi di mantenimento favorendo un maggiore coinvolgimento dei genitori e dei nonni e contribuendo a costruire il senso di comunità.

UN ORTO PUO’ ESSERE MOLTO DI PIU’ DI QUELLO CHE SEMBRA


Da qualche anno molte sono le scuole che in tutta Italia propongono gli orti didattici come strumento di apprendimento supplementare ma mancano investimenti adeguati sia dal punto di vista economico che formativo per consentire loro di raggiungere il loro pieno potenziale, facendo si che essi superino quell’ottica di breve periodo e si pongano obiettivi più ampi. Un orto può essere molto di più di quello sembra e la sua realizzazione, se ripensata in un’ottica ecosistemica, può consentire di raggiungere risultati che travalicano i confini scolastici e che si ripercuotono sull’intera collettività. In America numerosi movimenti sociali sono nati proprio sulla base di tale consapevolezza, come “Schoolyards America” o No child left inside“, che promuovono la presenza di spazi verdi all’interno delle scuole e che hanno ottenuto già da tempo il supporto del Governo degli Stati Uniti. Anche in Italia si è recentemente mosso qualcosa: a luglio scorso la Senatrice Cirinnà, con il contributo della LIPU, ha deposto in Senato un Disegno di Legge dal nome “Scuole verdi”, volto a riqualificare l’edilizia scolastica per far trascorrere agli alunni delle scuole primarie più tempo all’aperto grazie a giardini, orti e spazi verdi. Al momento però tutto tace e quello di restituire la natura ad ogni bambino in età scolare rimane a quanto pare più un proposito che un progetto concreto. Eppure lavorando gomito a gomito la comunità scientifica, gli educatori ambientali, le istituzioni scolastiche e le amministrazioni locali potrebbero cambiare la visione che abbiamo di questi spazi e cambiare la loro gestione in un’ottica di bene comune.

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ORTI E GIARDINI PER LA BIODIVERSITA POSSONO RISTABILIRE IL RAPPORTO CON LA NATURA ED EDUCARE ALLA CITTADINANZA

Gestiti con questi obiettivi i cortili scolastici potrebbero divenire uno strumento importantissimo nel ristabilire il nostro rapporto con la natura e per educare alla cittadinanza ed è ora che le istituzioni si rendano conto del loro potenziale e comincino ad investire seriamente in questa parte di territorio così inspiegabilmente invisibile e dimenticata.

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