Laboratorio di consumo consapevole

P1090394Il termine “educazione ambientale” fu utilizzato per la prima volta dal Professor W. Stapp, dell’Università del Michigan, nel lontano 1969 e da allora ha fatto molta strada, subendo un continuo processo di ridefinizione e perfezionamento cha lo ha più recentemente trasformato in “educazione allo sviluppo sostenibile”. Dal ‘69 ad oggi infatti diverse sono state le Conferenze e gli Accordi Internazionali che hanno visto al centro della 20150422_112624discussione il tema dell’ambiente sempre più legato a quello dell’educazione e della formazione degli individui e della collettività. Già nel ’72, nella Conferenza sull’Ambiente Umano di Stoccolma, la prima indetta dall’ONU allo scopo di discutere di ambiente e sostenibilità a livello internazionale, veniva dichiarato che “tutte le risorse naturali, incluse l’aria, l’acqua, la flora, la fauna e particolarmente il sistema ecologico naturale, devono essere salvaguardate a beneficio delle generazioni presenti e future” e che “la conservazione della natura deve avere particolare considerazione nella pianificazione dello sviluppo economico. Le risorse non rinnovabili devono essere utilizzate in modo da evitarne l’esaurimento futuro e da assicurare che i benefici del loro sfruttamento siano condivisi da tutta l’umanità”. E’ un passo importante che fin dalle prime battute mette in luce alcuni legami chiave che verranno più pienamente compresi in seguito, come quello tra la conservazione dell’ambiente e lo sviluppo economico e soprattutto tra la lo sfruttamento delle risorse e i diritti umani. Il concetto di sostenibilità comprende infatti non solo l’ambiente ma povertà, popolazione,sacchetti-rete-no-plastica salute, sicurezza alimentare, democrazia, diritti umani e pace e in quest’ottica è legato a doppio filo con le scelte e gli stili di vita di ciascuno di noi. Eppure ancora oggi, a più di quarant’anni dalla Conferenza di Stoccolma, la maggior parte delle attività antropiche non sono condotte secondo criteri di sostenibilità ambientale e generano la sempre più grave crisi ambientale di cui siamo tutti testimoni che si evidenzia nell’inquinamento, nelle malattie del terzo millennio e nell’esodo di centinaia di migliaia di migranti ambientali, persone che nei loro paesi sovrasfruttati dall’occidente non hanno più le risorse minime per la sopravvivenza come acqua potabile o suolo fertile. L’Italia non è scevra da tali responsabilità, emblematico in questo senso è il caso dell’inquinamento da petrolio prodotto in Nigeria ad opera di una nota azienda petrolifera italiana. 160716708-fc574105-e276-413e-a75e-f51b2a003e35Ma sarebbe un errore pensare che ad incidere pesantemente sull’ambiente e sulle popolazioni più povere siano solo le aziende o i decisori politici: tutti noi abbiamo una parte di responsabilità di cui spesso non siamo consapevoli e acquisire questa consapevolezza è proprio ilprincipale obiettivo di questo laboratorio. Il concetto di confine politico ci fa credere erroneamente in un confine geografico e ambientale che non esiste in natura perché quello che facciamo qui ed ora non rimane nei confini italiani ma li travalica recando conseguenze in ogni parte del mondo. Ce lo insegnano i gas serra, la plastica che finisce in mare, i materiali che sfruttiamo qui ma che sono stati prelevati altrove e le specie migratrici che congiungono gli estremi del pianeta e subiscono negativamente la mancanza di una strategia planetaria per la difesa dell’ambiente e della biodiversità. Il presente progetto intende dunque mettere in discussione il concetto di confine per comprendere che l’unico vero confine è la terra, che siamo una sola grande famiglia in questa piccola casa e che ogni nostra azione comporta delle conseguenze sui nostri familiari. InSchermata-2018-01-05-alle-08.52.02 quest’ottica saper valutare le conseguenze delle scelte che compiamo ogni giorno diviene fondamentale per agire nel rispetto di tutti e imparare a vivere sostenibilmente è l’unica strada per costruire pace e fratellanza e per prenderci cura del pianeta e di chi lo abita, altre specie comprese. Ma come mettere in pratica la sostenibilità? Come applicarla concretamente nella nostra quotidianità e fare in modo che essa diventi un principio guida delle nostre scelte e delle nostre azioni? Sicuramente cominciando dalle scelte che, come consumatori, compiamo ogni giorno quando acquistiamo ciò di cui abbiamo bisogno a cominciare dal cibo, dai vestiti o dagli inseparabili palmari, risorse in gran parte indispensabili che incidono pesantemente sullo sfruttamento delle risorse naturali. Attraverso questo laboratorio è possibile scoprire come proprio la produzione di cibo, di scarpe, di vestiti, di strumenti digitali e via dicendo rappresenti oggi una delle principali cause di inquinamento e sfruttamento di risorse naturali e di persone anche molto distanti da noi. Le modalità con le quali essi vengono prodotti determinano infatti il depauperamento del suolo, la compromissione delle risorse idriche e un uso intensivo di combustibili fossili, con la conseguente massiccia immissione in atmosfera di gas a effetto serra. Molte delle risorse utilizzate in Italia provengono da altri continenti ma ciò non 67396254_288951685313130_1857323344500222100_ncorrisponde ad una maggiore ricchezza delle loro popolazioni, al contrario esse sono spesso ridotte in povertà e sfruttamento da un regime consumistico che non si chiede da dove proviene ciò che si acquista, nè come sia stato prodotto e, spesso e volentieri, neppure che fine faccia dopo l’utilizzo. Così se da un lato si muore di malattie connesse con l’opulenza e la ricchezza alimentare, dall’altro si muore letteralmente di fame e di sete. Essere consapevoli delle conseguenze delle proprie scelte in rapporto all’ambiente e alle altre popolazioni significa sapere che ogni oggetto ha una storia, fatta di interazioni con i sistemi naturali, con le popolazioni coinvolte nella sua estrazione/lavorazione e con i diversi comparti ambientali, fatta di energia e di materie prime consumate per produrre, elaborare, imballare, trasportare e distribuire quell’oggetto, e ancora per consumarlo, dando origine a materie secondarie e rifiuti. Ecco allora che conoscere la sua storia e le dinamiche economiche ad esso legate diviene lo strumento indispensabile per comprendere pienamente il suo valore. Scegliere consapevolmente diviene così non soltanto il modo per nutrirci e soddisfare i nostri bisogni ma anche la maniera per preservare il nostro pianeta e aiutare le altre popolazioni, la ricerca della sostenibilità si trasforma in uno straordinario strumento di conservazione dell’ambiente e di fratellanza e solidarismo. Attraverso l’analisi dei cibi e degliil_570xN.1855353148_er02 oggetti che consumiamo ogni giorno, ovvero degli ingredienti, della provenienza, del packaging e via dicendo, cercheremo di ricostruire la loro storia e impareremo a ricavare le informazioni sulla loro produzione (anche quelle che si tentano di nascondere) e comprenderemo le conseguenze immediate che le nostre scelte hanno sull’ambiente e gli altri popoli. Ad aiutarci ci sarà il supermarket itinerante, dove potremo fare la spesa acquistando ciò che mettiamo nel carrello quotidianamente ma pagando in costi ambientali e sociali e dove impareremo a riflettere sulle azioni che compiamo di solito senza pensare, a ripensare le nostre scelte e, soprattutto, ad individuare le alternative. Grazie a questo laboratorio comprenderemo dunque l’influenza e il peso delle nostre azioni sull’ambiente, l’importanza della scelta consapevole per la salute umana e ambientale, impararemo a leggere ed interpretare correttamente le etichette, acquisiremo la capacità di critica volta ad individuare i disvalori legati al cibo e all’uso di oggetti comuni, riscopriremo le virtù delle produzioni locali e dei metodi tradizionali e scopriremo tante alternative per mettere tradurre in pratica la sostenibilità.


Il laboratorio è adatto a tutte le età ed è realizzabile non solo in tutte le scuole campane e in tutti gli ordini di scuola, ma presso le comunità e in ogni contesto in cui si vogliano ripensare le proprie abitudini nell’ottica della sostenibilità ambientale ed è adattabile e modulabile sulla base delle diverse esigenze e delle diverse risorse a disposizione.

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